Esperienza: il museo dello sbarco in Sicilia

Sono un’ appassionata di storia, in particolar modo mi incuriosisce il periodo della seconda guerra mondiale. Fin da piccola mi facevo raccontare dai miei nonni i loro ricordi, così ieri abbiamo deciso di visitare il Museo dello sbarco in Sicilia di Catania.

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La visita guidata ha inizio in una tipica piazza siciliana degli anni 40.20130628_095034-553x415

Il palazzo del Podestà, i proclami affissi sui muri e gli slogan fascisti, tutto ricostruito con grande cura. Mentre ci si trova nella piazza ecco che suona la sirena che ci avvisa dell’imminente bombardamento e a questo punto si trova riparo in un rifugio antiaereo. La riproduzione è molto realistica. Il suono degli aerei che si avvicinano, le bombe che cadono in lontananza. La piccola lanterna che illumina il rifugio oscilla, vicino ad un piccolo santino di S.Agata, causa delle esplosioni. Seduti sulle panche si sentono le pareti tremare e l’angoscia, per 2 minuti, ti assale.

Al termine del bombardamento la porta del rifugio si apre e ci si trova d’avanti uno spettacolo di distruzione. La piccola piazza che ci aveva accolto all’inizio, era stata ridotta in macerie.

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immagine presa dal web

Andando avanti nel percorso, si incontrano un’infinità di reperti, armi, elmi, divise, lettere, razioni di cibo dei soldati al fronte, libri per bambini sulla disciplina fascista, pagelle scolastiche, fotografie. Lungo il percorso dei monitor descrivono le battaglie combattute in Sicilia dopo lo sbarco alleato. Testimonianze di quelli che allora erano solo dei bambini, raccontano i passaggi delle truppe tra le strade dei loro paesi e la paura che si viveva durante i bombardamenti.

Molte riproduzioni della vita dei soldati al fronte, racconta come si viveva. La postazione radio, l’ospedale da campo, dei soldati che consumano il loro pasto, un bunker con dentro il mitragliere che spara per difendere le spiagge dall’attacco delle truppe alleate.

 

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I grandi protagonisti della storia sono riprodotti con statue di cera realizzare dai maestri cerai inglesi, così si incontrano Churchill e Rousvelt, Mussolini, Hitler e il re Vittorio Emanuele III.

La visita si conclude avanti ad un momento dedicato al milite ignoto e in sottofondo sono elencati i nomi dei soldati che hanno perso la vita durante la campagna di Sicilia.

Un’esperienza meravigliosa, un luogo che consiglio di visitare se ci si trova a trascorrere qualche giorno a Catania.

Spero che il post vi sia piaciuto alla prossima 🙂

(le foto sono prese dal web, purtroppo non era permesso fotografare l’interno)

 

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